Giovanni Francesco Memoli nacque a Salerno il 5 ottobre 1956, in via Principessa Sichelgaita, da Nicola e Anna Memoli, persone umili e lavoratrici. La famiglia visse inizialmente nel rione Petrosino. Il padre Nicola lavorava con una stalla nella zona del Cernicchiara, raggiunta ogni mattina con un carretto; quell’attività cessò nel 1960 a seguito degli espropri legati ai lavori per la realizzazione del tratto Napoli–Pompei–Salerno, fino a Rufoli. Lo stesso Nicola Memoli partecipò anche al recupero delle macerie del centro storico di Salerno dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Giovanni Francesco si distinse sin da giovanissimo per un’intelligenza fuori dal comune e per una spiccata propensione allo studio. Frequentò l’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei” di Salerno, dove conseguì il diploma con il massimo dei voti e la lode. Tra le testimonianze raccolte negli anni, una in particolare lo ricorda mentre, ancora studente dell’ultimo anno, venne chiamato da una docente di matematica a spiegare una lezione a una classe inferiore: con metodo chiaro e linguaggio semplice riuscì a far comprendere l’argomento a tutti, diventando da quel momento un punto di riferimento per molti compagni.
Dopo il diploma ottenne una borsa di studio e si iscrisse al primo anno di Ingegneria presso l’Università di Salerno. Partecipò a diversi concorsi pubblici e militari: quello per impiegato civile al Ministero della Difesa, il cui esito positivo gli fu comunicato solo dopo la morte; il concorso per Ufficiale Pilota dell’Aeronautica; e quello per Ufficiale della Marina Militare. L’amore per il mare e l’ottimo piazzamento in graduatoria lo portarono a scegliere la carriera nella Marina.
Accanto allo studio coltivava la passione per il calcio, partecipando ai tornei organizzati dai Salesiani con la squadra del Corinthias.
Giovedì 3 marzo 1977, alle ore 15:05, un aereo militare C-130 della 46ª Aerobrigata decollò dall’aeroporto di Pisa per un volo di ambientamento. A bordo vi erano 38 allievi della prima classe dei corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno, l’ufficiale accompagnatore Emilio Attramini e cinque membri dell’equipaggio. Pochi minuti dopo il decollo, per cause mai chiarite, il velivolo si schiantò contro le pendici del Monte Serra, in Toscana. Non vi furono superstiti.
L’incidente ebbe vasta eco nazionale e internazionale. Gli allievi della prima classe dell’Accademia Navale che, nello stesso anno, si imbarcarono sulla nave scuola Amerigo Vespucci scelsero per il loro corso il nome “Invicti”, a ricordo dei compagni scomparsi.
Alla memoria di Giovanni Francesco Memoli lo Stato italiano conferì il grado onorifico di Guardiamarina della Marina Militare. La città di Salerno gli intitolò, il 29 novembre 1992, la strada che dalla cittadella giudiziaria conduce ai distinti dello stadio Vestuti, nei pressi dell’attuale sede dell’ASL. La cerimonia vide la partecipazione dei genitori, lo scoprimento della targa commemorativa, la benedizione di un sacerdote e la lettura della Preghiera del Marinaio da parte di un compagno del corso “Invicti”, accompagnata dal suono del silenzio.
Il 26 ottobre 1996, su iniziativa del Consiglio d’Istituto, anche l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei” di Salerno venne intitolata a Giovanni Francesco Memoli, in ricordo del suo percorso scolastico e umano.
A distanza di anni, il suo nome resta legato a una delle tragedie più dolorose della storia recente della città. Via Giovanni Francesco Memoli è oggi uno dei segni concreti di una memoria che resiste, insieme al ricordo di un giovane salernitano la cui vita, promettente e luminosa, fu interrotta improvvisamente da un destino crudele, condiviso con altri ragazzi periti nello stesso tragico evento del Monte Serra.









